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Fare un sito? Il segreto è progettare l'evoluzione
Comunicare, creare una strategia, costruire un progetto editoriale. Il tutto sul web. Difficile? Probabilmente difficilissimo e proprio per questo siamo andati a chiedere alcune "dritte" al direttore creativo di una delle più giovani e dinamiche web agency italiane: Antonella Porfido è infatti il direttore creativo dell'area interactive di Wayin , agenzia che realizza siti web per clienti di livello internazionale come il Gruppo Cdc, quotato al Nuovo mercato o lo stesso network europeo di portali verticali Wayin
Cominciamo dall'inizio: quali sono le tre differenze fondamentali tra il comunicare e il comunicare con il web? «La differenza sta nel comportamento che il target assume su un media come internet: oggi non siamo più costretti a cercare l'attenzione di un lettore o spettatore distratto, sul web abbiamo la sua attenzione ed il suo tempo. In cambio lui ci chiede chiarezza, servizi e customer care, perché l'utente di internet è consapevole di quello che cerca. Fino a ieri le aziende hanno pianificato e costruito strategie su clienti ipotetici, adesso possono davvero conoscerli. La grande sfida nel progettare un sito web è che questo è allo stesso tempo media e prodotto insieme. I designer lo progettano in modo che esso stesso diventi prodotto "marchiato", la tecnologia traccia dei limiti o spinge velocemente verso soluzioni innovative, il marketing lo usa come un media per fare azioni onetoone. Mettere insieme queste esigenze, comunicare il brand e soprattutto avere al centro di questi processi il cliente, fa la differenza nella comunicazione».Per comunicare bene attraverso la rete è necessaria una strategia ad hoc per ogni progetto web? «Per comunicare è sempre necessaria una strategia e soprattutto degli obiettivi che tengano presenti le forze in campo di un'azienda. E' un media che al contrario di altri va a impattarsi fortemente con il lavoro e i processi aziendali. Evitare traumi, in genere anche nella vita, è una buona regola, ma stando attenti a non essere timorosi: la rete si sta muovendo velocemente e chi è più agile e più veloce può trarne dei grossi benefici. Evitare anche frustrazioni ai navigatori è una regola fondamentale progettando interfacce di facile navigazione, contenuti comprensibili e interazioni efficaci».
Infine il risultato visibile a tutti: il sito in linea. Quali sono i segreti per avere un sito di successo «Il concetto di successo è un concetto debole perché ha parametri variabili. E' un sito di successo quello che fa tanti accessi o un sito che riesce a selezionare a monte un target mirato ma con numeri inferiori, o un sito con ancora meno accessi ma che attraverso l'e-commerce ha raddoppiato il fatturato o quello che semplicemente ha spostato la comunicazione al trade sul web risparmiando tempi e costi? Cè una tendenza esasperante a far coincidere il successo con la quantità di accessi: nello store traffic non metteremo a confronto un grande magazzino con l'emporio di una grande firma o nei "mezzi" un grande quotidiano con una rivista specializzata, forse perché è stata confusa lampiezza del bacino di utenza con il vecchio concetto di massa. Un sito che ha successo è un sito che funziona raggiungendo gli obiettivi preposti e che prevede la comunicazione dell'evolversi delle aziende».
Cosa intende quando dice "comunicare l'evolversi delle aziende"? «Nel web l'unica costante è il cambiamento, ed è qui la sfida: progettare qualcosa destinato ad evolversi, progettare strutture in continua evoluzione come se fossimo nella biogenetica. Il più grande dono e talento che un art director può e deve avere è quello della visione globale del progetto e la capacità di progettare l'evoluzione senza perdere l'immagine corporate e la pulizia est-etica Alla base di un sito di successo rimangono le competenze del team e lascolto del cliente azienda e del consumatore-utente, senza dimenticare il piano di visibilità di un sito: che una volta costruito va comunicato all'esterno attraverso tutti i media possibili».
Nella sua carriera qual è stato il progetto web che l'ha coinvolta maggiormente e il cui risultato finale le è piaciuto di più? «Quello che mi ha coinvolta di più sicuramente è quello che verrà... A parte le battute, il network Wayin senza dubbio, anche perché mi coinvolge tuttora. Tuttavia sarebbe riduttivo definirlo solo un "progetto web": si tratta infatti di un progetto molto più ampio e integrato con tutte le aree delle aziende del gruppo JV&Partners». Giugno 2002 |
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