Il futuro delle telecomunicazioni non è né l'Umts né le grandi strutture per la banda larga, ma un sistema "virale" che consenta di partire dalle piccole reti locali (Lan) per arrivare alla copertura di un intero Paese. Parola di Thomas Negroponte, vero e proprio "guru" del futuro cibernautico, autore di dozzine di volumi "cult" e fondatore del Media Lab, la punta di diamante della ricerca tecnologica del Massachussets Institute of Technology.
Negroponte è passato in Italia per partecipare ad un convegno sul futuro delle telecomunicazioni a banda larga. In quella sede ha sottolineato come oggi l'occidente si trovi di fronte ad un vero e proprio momento storico e ha definito la banda larga una rivoluzione pari per importanza per le telecomunicazioni quanto lo è stato l'avvento di Internet. Ci aspetta un cambiamento a 360 gradi; dall'essere "mobili" si passerà all'essere "nomadi".
Il sistema, ha detto Negroponte, è semplice; oggi è possibile per tutti avere accesso ad un sistema a banda larga. "A Boston"-racconta Negroponte-"i miei vicini riescono a collegarsi grazie al mio sistema che ha un raggio di azione di circa 300 metri. Se ci si sposta il mio sistema non è più operativo, ma ci si può attaccare al sistema di un ristorante o di un ufficio". Nasce così un sistema "virale".
Con il proprio laptop si può "annusare" il segnale, scegliere il migliore e connettersi, pagando per questa connessione. E' la comunità stessa a creare il sistema. Le istituzioni si trovano davanti a due strade: regolare e quindi mettere fuori legge questi sistemi oppure saltare sul carro e installarli ovunque. Per ora siamo ancora davanti ad una tecnologia caotica, un sistema un po anarchico. Proprio per questo, ha detto Negroponte, l'Italia, con il suo "sano mancato rispetto per l'autorità", potrebbe diventare una vera e propria palestra per tutto il mondo.
Media Lab