Stefano Romiti, amministratore delegato di Deloitte & Touche Corporate Finance, racconta la sua «vision» della net economy di oggi, analizzando l'andamento del mercato e le sue prospettive per l'immediato futuro, disegnando un quadro del fenomeno internet nel suo complesso.Qual è la sua opinione sull'andamento attuale e sulle prospettive future del mercato del web?
«E’ ormai riconosciuto da molto tempo il ruolo fondamentale che lo strumento "internet" tenderà sempre di più a ricoprire nel modificare le nostre abitudini e il nostro modo di vivere. Pertanto le prospettive future appaiono tuttora estremamente interessanti, pur in presenza di qualche maggiore incertezza, rispetto a prima, della tempistica con cui il grande pubblico si adatterà completamente all’utilizzo del nuovo strumento.
Va comunque sottolineato che il mondo del web è già entrato in una significativa fase di selezione, da parte del mercato, delle iniziative più utili e più "solide": in un arco temporale ragionevolmente breve, solo i servizi dotati di un contenuto preciso e ben identificabile dai potenziali consumatori potranno sopravvivere e svilupparsi, con l’ulteriore condizione che siano gestiti in modo rigoroso da un forte management e supportati da adeguate fonti finanziarie».
Quali sono le dinamiche di sviluppo di questo mercato? In particolare come ritiene si svilupperà l'offerta comunicazionale e di business?
«In linea con la logica di diffusione di internet come strumento di comunicazione, commercio e business, ad oggi risultano particolarmente premiate le iniziative che incorporano un elevato contenuto tecnologico e quelle che si ispirano a una logica di business to business.
L’esplosione, quanto meno sul mercato italiano, delle iniziative rivolte al grande pubblico subisce attualmente gli effetti di un certo ritardo nel cambiamento culturale del pubblico, necessario per mutare le proprie abitudini di consumo. Ritengo che, al momento, non sia individuabile un modello di business necessariamente vincente sugli altri, ma che il fulcro del successo delle iniziative web risieda tuttora, quasi banalmente, sui contenuti del servizio, sulla loro rispondenza a effettive esigenze e sulla capacità di semplificare la vita degli utenti rendendo facile e immediato ciò che, in assenza del web, richiedeva tempo ed impegno».
Per chi attualmente è e per chi in futuro sarà importante la comunicazione on line?
«La comunicazione on-line è oggi fondamentale per molti e presto lo sarà praticamente per tutti. Pur in presenza di qualche residua incertezza sui tempi di completa diffusione del fenomeno, l’accesso alla comunicazione on-line sarà sempre più facile ed immediato, grazie alle numerose modalità di interconnessione che saranno possibili, alla velocità di trasmissione delle informazioni e ai costi decrescenti per la stessa.
La cablatura delle città, lo sviluppo di nuove tecnologie (come ad esempio l'Umts), la diffusione della cultura dell’utilizzo dello strumento informatico, la possibilità di accedere al web grazie a strumenti diversi dal pc, costituiscono al tempo stesso variabili "esogene", che spingeranno le iniziative on-line a significativi fattori in grado di trasformare la comunicazione via web in strumento di uso comune e quotidiano».
Cosa pensa dell'offerta di servizi on line?
«Ad oggi è possibile che l’offerta di servizi si sia sviluppata in misura fin troppo veloce rispetto alla effettiva, attuale capacità dell’utenza di comprendere e utilizzare a fondo le nuove opportunità che il web permette. Inoltre ritengo che l’attuale struttura dell’offerta sia contraddistinta da un'eccessiva frammentazione, che rende più complesso l’acceso ai servizi da parte del potenziale consumatore.
Tale fenomeno, probabilmente, tenderà a ridursi con il passaggio del settore dei servizi on line a fasi di maggiore maturità, nonché al già citato processo di "selezione" degli operatori che il mercato tenderà inevitabilmente a effettuare».
Dal vostro importante osservatorio avete potuto comprendere quanto è stato importante il supporto del mondo della finanza per lo sviluppo dell'on line? Quanto, in che termini e con quali modalità lo sarà per il futuro?
«La significativa evoluzione che i mercati finanziari hanno vissuto negli ultimi anni ha avuto, tra gli altri, l’effetto di rendere disponibili alle iniziative online un rilevante ammontare di risorse finanziarie e ha ricoperto, indiscutibilmente, un ruolo di primo piano nello sviluppo di tali tipologie di business.
Le enormi potenzialità riconosciute al web business hanno spinto operatori professionali (quali gli operatori di "private equity" e "venture capital") e investitori individuali (al momento delle quotazioni in Borsa) a destinare ampie risorse alla net economy, con l’obiettivo di partecipare, attraverso il conseguimento di elevati capital gains, al successo del fenomeno internet.
L’onda di entusiasmo, a tutti ben nota, che ha investito il settore in passato, ha addirittura limitato eccessivamente la selezione, da parte del mondo finanziario, di quelle iniziative dotate di "fondamenta" più solide e suscettibili di successo nel lungo termine.
Si dice infatti che il vero problema delle iniziative di new economy non siano tanto i successi, quanto i relativamente pochi fallimenti. Per tale motivo, oggi vi è una attenzione assai superiore, da parte di tutti, ad una maggiore oculatezza nelle scelte dei business nei quali immettere capitale di rischio.
L’importanza del ruolo del mondo finanziario rimane dunque immutata, anche in funzione del fabbisogno monetario di business che, nelle fasi di nascita e sviluppo, non sono in grado di generare redditività e fonti di autofinanziamento. Ciò che, invece, è mutato significativamente è l’atteggiamento degli operatori, sempre più convinti che la new economy, piuttosto che fonte illimitata di ricchezza per tutti, sia invece un ambito nel quale selezionare le iniziative da premiare sulla base di criteri molto più tradizionali e ispirati a logiche economiche valide molto prima che interent nascesse».
Ernst & Young Corporate Finance