C'è una vera e propria battaglia in corso sul diritto d'autore nella rete. Negli Stati Uniti la guerra è aperta e lascerà sul campo morti e feriti. La Corte Suprema dovrà stabilire dopo quanti anni i libri, i film e le canzoni perdano la protezione prevista dalle leggi sul copyright.Un'editore on-line, appoggiato da un gruppo di attivisti che sostengono la libertà di espressione, è riuscito a ottenere che il massimo organo giudiziario degli Stati Uniti prenda in esame una decisione del congresso del 1998, che ha esteso da 50 a 70 anni dopo la morte dell'autore il termine dopo il quale un'opera diviene proprietà collettiva e può perciò essere diffusa via internet.
L'intervento dei legislatori nel '98 fu decisivo: in quell'anno infatti scadevano i diritti di alcuni film della Disney che avrebbero perso il loro copyright e chiunque avrebbe potuto diffonderne e utilizzarne le immagini sul web. La costituzione americana dà a autori e inventori il diritto esclusivo di beneficiare delle loro opere, ma solo per un periodo di tempo limitato. Il limite è stato allungato sempre più negli anni, e oggi è di 70 anni dopo la morte dell'autore, mentre i lavori il cui copyright è nelle mani di società sono protetti per 95 anni.
Diverse organizzazioni, come Internet Archive, appoggiano la causa, nel tentativo di copiare opere coperte da copyright per costruire biblioteche virtuali. Il governo però, appoggiato dalle organizzazioni degli autori, si oppone ad una revisione della legge ed ha invitato la Corte Suprema a tutelare gli interessi degli autori. Anche la legislazione europea prevede un limite di libera circolazione delle opere di ingegno a 70 anni dalla morte dell'autore.
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Corte Suprema degli Stati Uniti
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