
Marketing online: l'analisi
Il 27 marzo a Milano, nell'ambito della IV edizione del convegno Comunicazione e marketing online, sono stati illustrati i risultati della ricerca realizzata da Sirmi per conto di Assintel. Dato rilevante emerso dall'indagine, condotta su un campione di 900 imprese, è che il ricorso alla pubblicità online superi il 50% solo se il sito da promuovere è finalizzato alla vendita di prodotti online (e-Commerce); ne consegue che la maggioranza delle imprese non si rende conto che la pubblicità online è importante per qualunque tipo di attività si voglia svolgere su Internet.
La misura del ricorso alla pubblicità online, inoltre, non corrisponde alla diffusione di siti web, in quanto a disporre di un sito è l'80% delle imprese, mentre a ricorrere alla pubblicità online è solo il 24%. Le due forme di pubblicità online più utilizzate sono l'inserimento nei motori di ricerca (66,7%) e il direct mail (54,9%); banner e sponsorizzazioni trovano impiego presso il 40% delle imprese, mentre gli interstitial solo presso il 13%.
L'uso per il momento ancora limitato della pubblicità online non è da imputarsi alla sua scarsa efficacia: lo testimonia il fatto che anche imprese che non dispongono di sito web considerano efficaci le forme di pubblicità online in più del 60% dei casi. L'utilizzo attuale o atteso della pubblicità online viene motivato prevalentemente con la volontà di adeguarsi alla concorrenza (39%) più che con la presa di coscienza dei vantaggi prodotti dalla pubblicità online.
Le imprese che ricorrono alla pubblicità online hanno indicato come vantaggi, rispetto a quella tradizionale, la possibilità di raggiungere target specifici per il 26,2% degli intervistati, l'efficacia per il 24,6%, il costo minore per il 15,5%, nonché la maggiore misurabilità dell'efficacia per il 5,9%. L'aspetto critico, invece, maggiormente segnalato dalle imprese che non vi ricorrono è la necessità di integrare questo strumento con gli altri media (31,4%), ovvero la necessità di creare una maggiore integrazione e coerenza tra pubblicità online e pubblicità offline all'interno della strategia globale della comunicazione d'impresa; seguono la scarsa diffusione di Internet in Italia (23,2%) e la minore efficacia rispetto alla pubblicità tradizionale (23%).
Le imprese tendono a essere ancora restie nell'affidarsi a esperti del settore e preferiscono operare direttamente da sole, confermando così un trend che era già emerso nella scorsa edizione di questa inchiesta; è infatti risultato che fra le imprese che hanno utilizzato la comunicazione online il 41,5% si è rivolta ad un team di creativi interni, il 25,1% alle agenzie di web advertising, il 19,3% alle agenzie pubblicitarie tradizionali e infine il 14% a consulenti. Il 54% del campione totale ha investito o intende investire non più di 25 mila euro; in particolare l'investimento non supera i 2,5 mila euro nel 14,6% dei casi, è compreso tra 3 e 5 mila euro nel 15% dei casi e tra 5 e 25 mila euro nel 24,4% dei casi.In servizi e prodotti: Comunicare con il Web - Contatti mirati, costi contenuti
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