I numeri forniti dalla ricerca condotta dall’Istat, Istituto nazionale di statistica per Eurostat, sulla diffusione delle tecnologie digitali e Ip nel sistema produttivo italiano, hanno messo in risalto la profonda dicotomia che connota la diversa diffusione riscontrata tra presenza e impiego delle tecnologie digitali e l’impiego delle metodologie di e-business.La ricerca ha interessato 7000 aziende dei settori servizi e manifatturiero, nel periodo compreso tra giugno e dicembre 2001, e indica che aziende con più di 10 dipendenti, sono dotate di connessione Internet per l’84%, di strumenti digitali per l’87% e di un sito nella misura del 40%. Fanalino di coda, l’utilizzo di strumenti e applicativi per l’e-commerce con una operatività reale dell’11%.
Geograficamente la zona che si è dimostrata più attiva nel numero di connessioni è risultata il Nordovest, con l’87%, seguita dal Nordest per una quota dell’83% mentre il Sud Italia si attesta all’ultimo posto con il 75% di collegamenti.
Su una media dell’11% di transazioni commerciali effettuate on-line, le aziende che hanno preferito le modalità dell’e-commerce per gli acquisti sono aziende medio grandi, con percentuali indicate intorno al 21%; sempre il Nordovest a detenere la palma della maggior attività con punte del 14.5%.
Tra le cause che concorrono al lento e faticoso ingresso dell’e-commerce nel sistema imprenditoriale italiano sono indicate: le incertezze che ancora sussistono nei sistemi di pagamento e di codifica contrattuale, e una situazione di mercato impreparata e non radicata nel tessuto economico. Opinione diffusa e concorde viene espressa sui vantaggi e i benefici che l’e-business può produrre come plus competitivo per l’ampliamento dei mercati e la riduzione dei costi.
Eurostat
Istat