Se parlando di e-commerce si vuole parlare di rivoluzione - sarebbe forse più corretto usare l'espressione 'sviluppo' - è necessario comprendere che lo sconvolgimento non sta nelle dinamiche commerciali messe in atto, che rimangono identiche a quelle più tradizionali, ma nella aumentata velocità delle stesse.
Questo aspetto è emerso nel Terzo rapporto del Centro Einaudi/Sisim sulla distribuzione in Italia.
Nei negozi virtuali, come in quelli quelli reali, le merci (che possono essere di un solo produttore o di produttori diversi; di un solo genere o generi differenti) vengono presentate per poter essere messi a confronto, poi vendute e consegnate. Tutte queste operazioni hanno semplicemente subito un'accelerazione.
Ma a fronte di questa nuova velocità nelle operazioni di acquisto - velocità che spesso però ancora non corrisponde alle aspettative di tempo reale da parte dei navigatori - gli e-custumer si attendono una rapidità anche nella consegna del bene acquistato.
Lo scarto temporale tra l'operazione dell'acquisto e l'effettivo possesso del bene, non solo costruisce uno dei motivi di maggiore critica da parte degli utenti del sistema degli acquisti on line, ma anche uno ostacolo psicologico per chi - la massa - è ancora legato a una modalità tradizionale del commercio: salvo casi eccezionali, l'acquisto e il possesso del bene avvengono pressoché nello stesso tempo. L'impossibilità di ottenere immediatamente un prodotto appena acquistato si traduce spesso in una rinuncia all'acquisto.
Una barriera psicologica, questa, che l'attuale scarsa sicurezza dei sistemi di interscambio monetario e i numerosi esempi di operazioni di acquisto non andate a buon fine, specie nei periodi di maggiore concentrazione della domanda (per esempio il periodo natalizio) tendono a rafforzare.
Ecco perché il futuro dell'e-commerce non può non giocarsi sul terreno del sistema logistico, oltre che su quello della sicurezza delle transazioni commerciali, e della certezza delle norme che regolano gli scambi.
Centro Einaudi
Sisim